La separazione consensuale è la procedura con cui i coniugi, di comune accordo, regolano tutti gli effetti della crisi coniugale: l'affidamento e il collocamento dei figli, il mantenimento, l'assegnazione della casa familiare e i rapporti patrimoniali. Rispetto alla separazione giudiziale — che nasce dal ricorso di una sola parte e può durare anni tra udienze, memorie e istruttoria — la consensuale offre tempi brevi, costi contenuti e, soprattutto, una conflittualità ridotta: un vantaggio decisivo quando ci sono figli, perché preserva la capacità dei genitori di collaborare anche dopo la fine del matrimonio. Per un approfondimento passo per passo puoi consultare anche la nostra guida alla separazione consensuale pubblicata sul blog dello studio.
Dopo la riforma Cartabia il ricorso congiunto segue il rito unificato in materia di persone, minorenni e famiglie: i coniugi depositano un unico ricorso al Tribunale di Roma con l'accordo sulle condizioni e, se vi sono figli minori, il piano genitoriale; il tribunale, verificata la conformità dell'accordo all'interesse dei figli, pronuncia la separazione con sentenza. È inoltre ammesso il cumulo delle domande: separazione e divorzio possono essere richiesti con un unico ricorso congiunto, con il divorzio pronunciato una volta decorso il termine di legge. In alternativa al tribunale, la negoziazione assistita (D.L. 132/2014, convertito nella L. 162/2014) consente di raggiungere lo stesso risultato con un accordo sottoscritto dai coniugi e dai rispettivi avvocati e trasmesso al Procuratore della Repubblica per il nulla osta o l'autorizzazione; l'accordo davanti all'ufficiale di stato civile in Comune è invece riservato alle coppie senza figli minori, maggiorenni incapaci o economicamente non autosufficienti e non può contenere patti di trasferimento patrimoniale.
Quanto ai tempi, molto dipende dal carico dei ruoli del Tribunale di Roma: in via indicativa, un ricorso congiunto completo e ben redatto viene definito in due-quattro mesi dal deposito, mentre una negoziazione assistita può chiudersi in poche settimane. La separazione consensuale apre inoltre la strada più rapida al divorzio: per effetto della legge n. 55/2015, il cosiddetto divorzio breve, è sufficiente che siano trascorsi sei mesi dalla separazione consensuale, contro i dodici previsti per la giudiziale.
Anche nella consensuale l'assistenza di un avvocato è essenziale — e nella negoziazione assistita è obbligatoria per legge. Un accordo incompleto o squilibrato può essere rigettato dal tribunale o generare contenziosi futuri: l'avvocato verifica che siano regolati correttamente l'affidamento e il collocamento dei figli, l'assegno di mantenimento, la casa familiare e gli aspetti fiscali e patrimoniali. Lo Studio Vicari riceve a Roma Nord, in Via Cassia 1799 (zona La Storta), e assiste i coniugi in tutte e tre le procedure: per un inquadramento personalizzato del tuo caso puoi rivolgerti al nostro avvocato matrimonialista a Roma.